
Autore: Antonio Scicchitano
Data di pubblicazione: 23 agosto 2021
I professionisti che lavorano in banca dovranno ripensare alla loro immagine e al loro posizionamento sul mercato?
Negli ultimi dieci anni l’Italia ha assistito alla chiusura definitiva di 266 Istituti di Credito e di più di 10.126 tra filiali e sportelli bancari, per un totale di ben 47.121 bancari usciti dal sistema. Le cause che hanno portato a questi numeri? Più di una, e vanno a braccetto: tra queste, l’avvento del digitale e soprattutto dell’home banking, il progressivo abbandono del contante (acuito oggi più che mai per le restrizioni covid), la generale tendenza tutta europea di alleggerire il “tessuto” degli sportelli ATM. Inoltre, occorre tenere conto del fatto che dal 2020, esordio dell’emergenza covid, molti consumatori hanno ormai acquisito l’abitudine di acquistare beni e prodotti su canali di e-commerce piuttosto che nei negozi fisici, infliggendo sicuramente un duro colpo nei confronti dell’unico servizio esclusivo offerto dall’ATM: il prelievo di contante. Tutte queste dinamiche hanno di fatto inaugurato un vero e proprio fenomeno di inarrestabile cancellazione del vecchio modello bancario, risultando soltanto negli ultimi 12 mesi nella chiusura di 831 filiali sul territorio e nella conseguente fuoriuscita dal sistema ben 6.900 dipendenti. Attualmente, oltre 500 comuni italiani risultano completamente privati da ogni riferimento bancario, il che rappresenta un notevole disservizio, soprattutto per gli anziani e in generale per tutti quei cittadini che al giorno d’oggi non hanno dimestichezza con i servizi digitali.
Ma con ogni probabilità il declino degli sportelli bancari e delle filiali bancarie non si fermerà qui: il sistema tradizionale bancario è a rischio a causa del preannunciato arrivo dell’euro digitale, che metterà potenzialmente in crisi tutte quelle banche meno solide e sicure che non hanno avuto la possibilità di adattarsi alla digitalizzazione e alle nuove esigenze dei clienti.
Cosa accadrà?
Possiamo fare delle previsioni sui possibili scenari che potrebbero verificarsi: considerando che l’euro digitale sarà a tutti gli effetti un sistema alternativo di valuta digitale, garantito e supportato regolarmente dagli istituti bancari centrali, è ragionevole pensare che molti migreranno verso questo nuovo sistema: se il cliente detiene e amministra le proprie finanze dal suo personale dispositivo digitale in tutta autonomia, non sussiste la necessità di coinvolgere un intermediario quali le banche con tutti i costi che ne deriverebbero.
La banca così come la conosciamo oggi, nata in tempi così remoti e da sempre ritenuta un sistema indispensabile e infallibile, rischia al giorno d’oggi di non rappresentare più un servizio fondamentale per i cittadini: operazioni comuni quali consultare il proprio saldo o effettuare un bonifico ormai possono essere effettuate con pochi tap sullo schermo del proprio smartphone in qualsiasi momento della giornata. A questo punto, l’unica speranza per quelle banche intenzionate a non essere travolte dalla grande onda della tecnologia che avanza inesorabile è quella di non farsi trovare impreparate e di adeguarsi in tempi quanto più brevi possibile con servizi sempre più personalizzati ed intelligenti, capaci di rispondere alle esigenze moderne. I professionisti che operano in banca dovranno ripensare alla loro carriera, magari riqualificando la loro immagine e il loro posizionamento sul mercato sotto una nuova veste più dinamica e al passo con i tempi.
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