
Autore: Antonio Scicchitano
Data di pubblicazione: 27 aprile 2021
La previdenza per il personale medico, un annoso problema che si può risolvere
Il tema della previdenza non è mai semplice per tutte le categorie professionali, ma nel caso dei medici diventa un vero ginepraio in cui i diretti interessati faticano ad avere un quadro completo della loro posizione previdenziale pertanto cerchiamo di fare un po' di chiarezza.
L’ente di previdenza dei medici è oggi la Fondazione ENPAM, costituita nel lontano 1937,come Cassa di Assistenza del Sindacato Nazionale Fascista Medici, e trasformata poi, nel 1950, in Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli odontoiatri. Il Fondo Generale ENPAM (cui sono obbligatoriamente iscritti tutti i medici e odontoiatri iscritti presso gli orini provinciali, indipendentemente dalla attività svolta) si alimenta con due tipi di contribuzione.
I professionisti facenti parte della categoria vengono iscritti automaticamente alla cosiddetta “quota A” al momento dell’iscrizione all’albo dei medici, che attualmente conta circa 370.000 professionisti, di cui 110.000 pensionati, mentre sono 180.000 i medici in libera professione iscritti per la parte non obbligatoria (cosiddetta “quota B”).
La “quota A” consiste nel contributo minimo (quota fissa obbligatoria per tutti gli iscritti) dovuto dal mese successivo all’iscrizione all’albo fino al mese di compimento dell’età anagrafica pro tempore vigente (68 anni a partire dal 2018) o dei 65 anni in caso di esercizio dell’opzione per il calcolo della pensione con il sistema contributivo, oppure fino al mese precedente quello di decorrenza della pensione per inabilità o fino al mese di decesso dell’iscritto.
L’iscritto, entro il 31 dicembre dell’anno precedente il compimento dell’età anagrafica di vecchiaia, può chiedere di proseguire nella contribuzione fino, al massimo, al raggiungimento dei 70 anni. La domanda di interruzione della prosecuzione, presentata prima dei 70 anni, ha efficacia dall’1 gennaio dell’anno successivo.Gli iscritti ai corsi di laurea in medicina e chirurgia e in odontoiatria, dal quinto anno di corso fino all’iscrizione nell’albo professionale, possono iscriversi all’ENPAM e versare il contributo alla “Quota A” al momento dell’iscrizione o al momento dell’iscrizione all’Albo professionale e, comunque, entro e non oltre 36 mesi dalla data di iscrizione all’ENPAM. Le somme dovute saranno maggiorate degli interessi legali.
A seguito delle recenti riforme legislative, la pensione di vecchiaia si ottiene all’età di 68 anni, con almeno 5 anni di contribuzione; la pensione di anzianità, invece, si ottiene al raggiungimento dei 62 anni di età e con 35 anni di contribuzione, oppure con 42 anni di contribuzione indipendentemente dall’età.
La “quota B” invece riguarda il contributo proporzionale sui redditi professionali non già assoggettati ad altra contribuzione previdenziale (ospedalieri, convenzionati con il SSN). Per poter versare il contributo proporzionale, l’iscritto deve avere un reddito libero professionale netto, prodotto nell’anno 2019, superiore a 4.457,73 euro annui per gli iscritti attivi di età inferiore a 40 anni, ovvero ammessi al contributo ridotto alla “Quota A”, e superiore a 8.232,59 euro annui per gli iscritti attivi di età superiore a 40 anni.
I contributi proporzionali riferiti all’anno in corso ammontano a un’aliquota intera pari al 17,50% del reddito professionale netto entro il massimale di 103.055 euro (ex L. 335/1995, identico a quello applicato per i nuovi iscritti INPS dal 2015)
È prevista un’aliquota ridotta per gli iscritti attivi che anche ad altre forme di previdenza obbligatoria, compreso il Fondo Speciale E.N.P.A.M., pari all’8,75% del reddito professionale netto, e una per i titolari di redditi intramoenia e per i partecipanti al corso di formazione in medicina generale, pari al 2% del reddito professionale netto. L’ultima aliquota ridotta è per i pensionati del Fondo Generale che percepiscono compensi libero-professionali, salva opzione per l’aliquota intera, ed è pari all’8,75% del reddito professionale netto.
Diverso il discorso in relazione alla pensione di invalidità (non contemplata tra le prestazioni erogabili agli iscritti), alla pensione di inabilità e alla pensione ai familiari superstiti, che risultano inadeguate e spesse volte insufficienti.
Con riguardo alla prima, infatti, i requisiti per ottenerla sono molto stringenti, essendo richiesta una invalidità assoluta e permanente, che renda l’iscritto (che non abbia raggiunto l’età per la pensione di vecchiaia) incapace di svolgere alcuna diversa professione; la seconda, invece, è rivolta al solo coniuge e ai figli (e, in mancanza, ai genitori o ai fratelli e sorelle a carico dell’iscritto) con aliquote variabili, calcolate, peraltro, sulla pensione di inabilità che sarebbe spettata al professionista ove fosse divenuto invalido al momento del decesso.
Di conseguenza, è elevato il rischio che il medico si trovi privo di sussidi in caso di infortunio o malattia che lo renda inabile in modo assoluto e permanente all’esercizio dell’attività professionale, o che i superstiti non riescano a far fronte alle esigenze economiche della famiglia nel caso di decesso dell’iscritto al Fondo.
La situazione di necessità in cui si potrebbe trovare un medico è emersa in tutta la sua gravità nell’ultimo anno con il diffondersi della pandemia di coronavirus che ha visto pagare un grande tributo in termini di vite umane a tutta la categoria degli operatori sanitari con riflessi, a volte, tragici sulle loro famiglie
Alla luce del vuoto normativo, risulta quindi fondamentale tener conto di questi rischi e ricercare la miglior forma di tutela previdenziale e assistenziale attraverso un check-up previdenziale personalizzato oltre che a un’analisi approfondita sulla protezione della famiglia e del patrimonio.
La mia attività professionale mi porta molto spasso a lavorare con dei medici e questo mi ha permesso si approfondire le problematiche tipiche di questa categoria professionale e di mettere a punto un percorso di consulenza a loro dedicato pertanto se sei un medico professionista e ti piacerebbe avere un check up gratuito sulla tua situazione previdenziale e patrimoniale non esitare a contattarmi.
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