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Rappresentazione visiva dell'articolo: Sei abituato ad andare in rosso sul conto?

Autore: Antonio Scicchitano

Data di pubblicazione: 18 gennaio 2021

Sei abituato ad andare in rosso sul conto?

La Commissione Europea e l’EBA, rispettivamente con un Regolamento del 2018 e con linee guida del 2017, nuove regole che disciplinano le esposizioni in stato di default, applicabili entro il 1° gennaio 2021. Tali regole sono state recepite nel 2018 dalle banche vigilate dal Meccanismo di vigilanza unico, e a giugno 2019 da parte delle banche vigilate direttamente dalla Banca d’Italia. Che cosa è cambiato, in sostanza?

Fra le novità introdotte, a partire dal 1° gennaio 2021, gli intermediari devono segnalare in stato di default il cliente che non assolve alle proprie obbligazioni creditizie. Ma non si è classificati come “cattivi pagatori” nell’immediato: lo sconfinamento deve superare la “soglia di rilevanza”, cioè superare contemporaneamente sia una soglia assoluta, che ammonta a 100 euro nel caso dei privati o 500 euro nel caso delle imprese, sia una relativa pari all’ 1% dell'esposizione totale; inoltre, lo sconfinamento deve protrarsi per oltre 90 giorni consecutivi (in alcuni casi come per le amministrazioni pubbliche, 180 giorni). Questo significa, dunque, che qualora l'ammontare dell'inadempimento sia superiore sia alla soglia assoluta che a quella relativa, a partire da gennaio gli addebiti automatici potrebbero non essere più consentiti sui conti correnti coperti da liquidità sufficienti. Una notizia che sicuramente non sarà accolta con grande entusiasmo da una buona fetta di italiani duramente segnati dalle spiacevoli conseguenze economiche innescate dall'epidemia da Covid-19: di fatto, per questa categoria di clienti il rischio di uno stop ai pagamenti di utenze, stipendi, contributi previdenziali e rate di finanziamenti è dietro la porta.

Ci sono casi in cui lo sconfinamento è consentito?

In teoria, sì: le policy delle banche prevedono che si possa consentire ai clienti di sconfinare oltre la disponibilità effettivamente presente sul conto o, in caso di fido, anche al di sotto dell’affidamento. E’ necessario ricordare, però, che la possibilità di sconfinare non può essere oggetto di pretesa dal cliente, trattandosi piuttosto di una facoltà concessa dalla banca (la quale può addirittura scegliere di applicarvi alcune commissioni). Rientra tutto nell’ambito delle scelte discrezionali della banca, la quale rimane in pieno diritto di consentire oppure rifiutare lo sconfinamento. Pertanto, è altamente consigliabile conoscere a fondo il contratto stipulato con la propria banca e dialogare con la stessa in caso di dubbi o necessità. La Banca d’Italia è comunque intervenuta ad esortare banche ed intermediari finanziari a supportare i propri clienti ed aiutarli a comprendere che cosa è effettivamente cambiato, in modo da adottare comportamenti adeguati alla tutela della propria situazione finanziaria. E’ necessario un monitoraggio costante sui saldi dei conti; non c’è una prassi definita, ma la misura molto probabilmente porterà a fare ordine tra i propri conti: spesso il cliente multibancarizzato non gestisce nella maniera ottimale le proprie entrate ed uscite. 

Se vengo classificato a default sarò segnalato come cliente “a sofferenza”?

Un debitore classificato a default in base alla nuova definizione non è automaticamente segnalato come cliente “a sofferenza”, che porterebbe al rischio di rendere più oneroso il futuro accesso al credito del cliente presso l'intero sistema bancario; la segnalazione “a sofferenza” avviene da parte degli intermediari esclusivamente quando questi ritengono che il cliente in questione si trovi in situazione di grave difficoltà, non temporanee, a restituire il proprio debito. Si tratta dunque di una segnalazione che deriva da una valutazione della situazione finanziaria complessiva del cliente.

 

Cosa fare

Alla luce di quanto detto, è buona regola verificare con regolarità la propria posizione, soprattutto per quanto riguarda tempi e limiti di spesa delle proprie scadenze. In caso di necessità è essenziale intervenire anche contattando il direttore di banca o il proprio gestore di relazione per gestire la propria situazione e concordare, qualora si renda necessario, un piano di rientro.

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